IMPRESSIONI DI UN VIAGGIO IN KOSOVO 26 Maggio – 03 Giugno 2003
Ci siamo messi in viaggio io, Don Sandro, parroco di S. Maria Regina in Terni, Livio Biscaroni, i dottori Raffaele Natini e Giorgina Scarficcia e Don Albert, parroco dei SS. Angeli Custodi a Ferizaj, Kosovo. Partiti da Terni con il pulmino, un Mercedes Sprinter 9 posti, carico fino all’inverosimile di medicinali e anche di generi alimentari, in serata siamo arrivati a Bari, dove ci siamo imbarcati sul traghetto diretto a Bar in Montenegro. La traversata è stata buona e lo sbarco in orario; le dolenti note sono poi giunte per i controlli da parte delle polizie di frontiera, superati poi con qualche piccolo favore. Una lunga traversata per il Montenegro, paesaggio bellissimo, con qualche intoppo per la “pistoletta” dei poliziotti. Dopo un bel po’ di peripezie siamo giunti il 27 maggio a Ferizaj e subito abbiamo avuto qualche incontro con i membri di questa comunità.Questo viaggio è stato caratterizzato da alcuni momenti importanti, vorrei dire ufficiali e da momenti, forse più importanti, di incontri con le famiglie e la gente di Ferizaj. Nel primo gruppo di eventi vogliamo ricordare l’incontro con il Vescovo del Kosovo, Mons. Mark Sopi, sempre tanto accogliente: l’incontro con il rappresentante dell’Ufficio della Ambasciata d’Italia di Belgrado a Pristina, il Dott, Pasquale Salzano; e soprattutto con il Presidente Rugova che ancora una volta ci ha accolti con tanto affetto e signorilità. Una menzione tutta particolare merita la chiusura del mese di maggio al Santuario della Madonna Nera a Letnica, che è anche la festa della gioventù cattolica kosovara; impressionante la numerosa presenza, oltre 5000 giovani, ma soprattutto la loro partecipazione alla S. Messa all’aperto con una attenzione e devozione esemplare. E anche il pomeriggio, nel momento di festa, bellissimi e molto partecipati i vari programmi presentati dai giovani delle diverse parrocchie. Un ricordo veramente commovente ed entusiasmante che è restato nel cuore di tutti. Ma questo viaggio è stato caratterizzato dall’incontro con la gente comune di Ferizaj, con le famiglie che aiutiamo, con i malati, visitati dai nostri medici: in tutti si leggeva sul loro volto la gratitudine e la speranza di un avvenire migliore, che può esserci con l’aiuto di tutti. Abbiamo costatato l’estrema povertà delle loro abitazioni, le precarie condizioni igienico-sanitarie, ma anche una grande solidarietà tra la gente che abbraccia tutti, senza distinzione di religione, etnie o razze.Abbiamo potuto costatare anche la vitalità della Chiesa cattolica, anche se è ancorata a belle tradizioni della Chiesa pre-conciliare; si può dire però che la fedeltà a queste pratiche religiose, soprattutto alla recita del S. Rosario, ha salvato la fede dei cattolici, messa a dura prova dal regime comunista e dall’educazione che questo regime aveva imposto.Da questo viaggio si è rafforzata anche la decisione di realizzare quel “Progetto salute” che avevamo pensato già prima del viaggio e che ora si sta attuando con tutte le nostre forze; come l’istallazione di un poliambulatorio, una forma di educazione igienico sanitaria, l’accogliere persone che, non curabili presso le strutture del Kosovo, saranno accolte nel nostro Ospedale di Terni – e a questo proposito già sono venute a Terni, Flora Hasani, una bambina di quasi due anni accompagnata dalla madre di etnia rom, e Florie Joza, una mamma di 43 anni, accompagnata dal figlio -; la possibilità di accogliere presso le nostre strutture universitarie i giovani kosovari, per formare medici e persone che si impegneranno nel sociale con una preparazione adeguata per il bene della popolazione kosovara. Il viaggio di ritorno, dato che non abbiamo potuto prendere il traghetto a Bar, l’abbiamo fatto tutto per via terra, con varie avventure, ma alla fine, dopo 1.750 Km siano arrivati a Terni, incontrando a Padova il dott. Paolo Foglia, di Vicenza, impegnato anche lui nel progetto salute. Siamo arrivati a Terni, nemmeno tanto stanchi, ma tutti contenti per l’esperienza fatta e pieni di buoni propositi, che stanno divenendo una bellissima realtà.In tutto questo dobbiamo anche ringraziare Mons. Vincenzo Paglia, che dai kosovari è considerato grande amico e che sarà presente il 15 agosto p. v. al Santuario della Madonna Nera a Letnica, quando per la S. Messa si radunerà una moltitudine di fedeli: sono previsti circa 15,000 arrivi. Egli ci incoraggiato in tutto ciò che stiamo facendo, anche con un suo impegno personale e fattivo.